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Ad un passo dal sogno

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Ci sono alcuni “passaggi” dello sport che non si riescono a spiegare; bisogna viverli. Futsal Capurso – Aquile Molfetta è un insieme di emozioni.

Gioie e timori, esultanze e delusioni, persino “rabbia”, quella sportiva per intenderci, di chi vede sfumare un piccolo sogno ad un minuto dalla fine. Alla fine appunto, a festeggiare sono le Aquile Molfetta, che ai calci di rigori conquistano il pass che vale “Martina”. La Futsal deve “mangiarsi” le mani per non aver chiuso la gara prima, in particolare nella prima frazione giocata ad alti ritmi. Sono state comunque due sfide di primissimo livello. Squillace dispone di tutti i suoi effettivi, anche se Gravina e Marco Squeo non sono in perfette condizioni e schiera la sua squadra con Frisone tra i pali, Biacino centrale, con Magurean e Demola laterali, al supporto di Mazzilli pivot. Vallarella preferisce Stasi a Panunzio. Per il resto nessuna novità con Rutigliani, De Scisciolo Mongelli e Foletto che completano il quintetto. Direzione di gara affidata al duo Schirone – Buzzachino. Come già detto, ottimo l’avvio dei “bulldog”, con Mazzilli che già al 2° minuto sguscia via tra le maglie ospiti e crea grattacapi a Stasi. Il “bimbo” si mette in evidenza anche in versione assist-man all’ottavo lanciando a rete Biacino. Stasi, superlativo evita guai peggiori. Il Molfetta dei primi minuti, non crea pericoli, se non quando subentra Pedone che prova a mandare in rete Mongelli al 13°. Frisone manda in angolo. Il 12 di casa, si ripete in maniera egregia su De Scisciolo a metà frazione. Tornano in attacco i “bulldog”, un minuto più tardi ancora con lo scatenato Biacino (il migliore in campo). Ancora Stasi, respinge. È uno scontro tra titani, tra i pali, perché Frisone risponde presente dapprima al 20° su Pedone, e successivamente al 24° sulle incursioni di Giancola e Rutigliani. Il portiere di casa nulla può però al 27° sulla puntata di Foletto che sblocca la gara. I “bulldog” non ci stanno ed impensieriscono Stasi con Demola su punizione, che respinge. L’occasione per pareggiare arriva proprio allo scadere con un “tre contro Stasi”. Demola sceglie il tiro come soluzione e Stasi rimedia. L’occasione era colossale. La parata manda di fatto le squadre al riposo. Ripresa, che si apre nel segno di Mazzilli, che raccoglie da Biacino e insacca per il pareggio. Nemmeno il tempo di esultare ad una disattenzione costa cara ai bulldog che subiscono la rete di Foletto e tornano di nuovo a rincorrere. Il goal non demoralizza i padroni di casa, con Magurean che inventa per l’ennesima imbucata di Biacino che di tacco non trova il goal di giornata. Il Molfetta appena può prova a far male in ripartenza con Mongelli, Frisone sventa. Non passa nemmeno un minuto però e Biacino corona la sua perfetta prestazione con il goal del pari, che riporta i bulldog in finale. Il goal sembra “ammazzare” il Molfetta che rischia più volte di capitolare, dapprima al 17° con Magurean che calcia fuori e successivamente con un paio di occasioni per Albanese che non sfrutta. Sembra chiusa, manca un giro di orologio, ma non è finita. Tra Martina e la Futsal si inserisce un fischio del duo Schirone – Buzzachino che vale un tiro libero per gli ospiti. Da questo momento in poi, non è più Futsal, con Foletto e Demola che lasciano il campo. Sull’episodio sarebbe meglio non esprimersi; è certamente meglio parlare di futsal. Sul dischetto va Mongelli che non sbaglia e manda le squadre ai supplementari dove in realtà non accade nulla. Ai rigori decisivo l’errore di Magurean, che consegna al Molfetta il pass per Martina. Peccato per il finale in tutti i sensi. Ha rovinato anche la festa di chi ha passato il turno e avrebbe avuto più gioia nel festeggiare. Ma non voglio entrare nel merito. Preferisco fare i complimenti al presidente ospite Donato De Giglio ed il suo staff, a mister Vallarella ed a tutti coloro che tra i giocatori del Molfetta hanno onorato lo sport nel doppio confronto. D’altronde chi ha superato Canosa, Casalsavoia e Capurso merita questo traguardo. Complimenti anche ai vinti, che hanno dato tutto. La stagione non è finita ieri. Ieri si è avuta solo la consapevolezza che il lavoro fatto in questi anni è stato egregio ed in campionato si dirà la nostra. Fino alla fine…

 

Giuseppe Lonero

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