Come uomo una sola parola … Amico!

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Tutti hanno conosciuto Mimmo Ronchi come atleta noi, invece, oggi, vogliamo parlare di Mimmo come amministratore ma soprattutto dal punto di vista umano. Come amministratore aveva la delega di assessore allo sport turismo e spettacolo, lo ricordiamo come una persona seria, attenta alle problematiche del suo incarico, gran lavoratore; in consiglio comunale sempre preciso ed esaustivo nei suoi interventi, sempre misurato ed attento, mai fuori dalle righe, mai “decibel” troppo alti, non ne aveva bisogno, gli bastava la forza e la validità delle proprie idee.

Innamorato di Capurso e della squadra di calcio della sua città, dove aveva militato per tanti anni, lo ricordiamo ancora, nonostante il male lo stesse consumando e fosse privo di forze, sempre presente allo stadio a tifare per il Capurso seduto su una sedia nei pressi del punto ristoro di Angela e Mimmo.

Ricordiamo la sua gioia come Assessore al ramo, per la “crescita” di tutto lo sport capursese ed il suo impegno reale e concreto per la costruzione di un palestrone regolamentare ove far svolgere i campionati di pallavolo e basket: “i nostri giovani – diceva – devono sentire il calore dei capursesi, solo così potranno crescere e raggiungere traguardi più importanti che daranno lustro a tutta la città… i giovani devono praticare lo sport per imparare la lealtà e per abituarsi alla competizione impegnandosi per la vittoria accettando, però, anche la sconfitta: sono questi i presupposti – aggiungeva ancora – per una società migliore”

Nel ricordare Mimmo tutta la redazione ha chiesto una piccola testimonianza al sig. Rocco Gioncada e al sig. Antonio Buono, ex assessori nella stessa amministrazione di Ronchi, all’attuale Sindaco Francesco Crudele, anch’egli al fianco di Mimmo nella passata legislatura, e all’ex sindaco ing. Giuseppe De Natale che, nello scorso numero del Magazine, ha scritto nella nostra rubrica “La voce del cittadino”.

Ecco cosa ci hanno raccontato:

Gioncada: “Di Mimmo ho un caro ricordo di amico sincero, capace di infondere entusiasmo invogliando a partecipare e a condividere progetti pur rispettando le idee di tutti coloro i quali che collaborando, sceglievano di sviluppare autonomamente attività atte a migliorare la qualità di vita dei capursesi”.

Buono: “Ogni volta che entro nello stadio comunale di Capurso e guardo la tribuna coperta, l’impianto di illuminazione ecc., rivedo il suo sorriso, gli occhi pieni di gioia, la sua contentezza nel vedere realizzate le opere all’interno dello stadio: la gioia esternata in occasione di una pizza, allorchè gli consegnai la comunicazione dell’avvenuta concessione di un contributo regionale di € 95.000,00 per la realizzazione dell’impianto di illuminazione. Che dire poi di un episodio di diversi anni fa in occasione di un rimpasto politico in giunta: il suo ingresso in giunta. Il Sindaco Scavelli gli assegna la delega ai servizi sociali, confermando il sottoscritto allo sport turismo e spettacolo. Mimmo era in difficoltà, non voleva accettare; mi colpì il suo sguardo semplice ed umile. Cedetti volentieri la delega allo sport prendendo io quella ai servizi sociali, sapendo di consegnare quella delega alla persona giusta, competente, sportiva, ma soprattutto ad un uomo, ad un amico dal cuore grande, che rimarrà per sempre nei miei ricordi e nel mio cuore. Ciao Mimmo, grazie!”

Crudele: “Un amico, una persona da cui ho imparato moltissime cose, un maestro di vita che mi ha trasmesso tre grandi sensazioni: l’umiltà, la semplicità ma anche l’ambizione. E soprattutto l’entusiasmo per lavorare e contribuire alla crescita del nostro paese. Lo ricordo con grande affetto e naturalmente mi manca moltissimo.”

De Natale: “Come uomo una sola parola… AMICO, un vero e sincero amico. Potevi voltargli le spalle tranquillamente certo che non ti avrebbe mai pugnalato. Da lui mai uno sgarbo, mai un offesa, mai una pretesa, con lui un dialogo sempre sereno e costruttivo. Parlavamo spesso del futuro dei nostri giovani e della società che stavamo loro consegnando e nella quale li costringiamo a vivere. Peppe, mi diceva, si legge spesso sui media che la società è corrotta: raccomandazioni, truffe, tradimenti, illegalità sono all’ordine del giorno, ma la società siamo noi e del resto anche nel nostro microcosmo si deve fare più attenzione a chi dice di esserti amico che agli altri… Non c’è altro da aggiungere, concludeva, con un pizzico di amarezza nella voce. Sono andato spesso, con altri amici, a trovarlo all’Ospedale di Monopoli dove era ricoverato, era sempre lui, nonostante sapesse di star male, che mi rassicurava sulla sua salute e mi diceva le idee che avrebbe voluto realizzare una volta ritornato in Comune; voleva essere informato su tutto ed aggiornato su questa o quella delibera di giunta, su questa o su quella iniziativa. L’ultima volta che sono andato in ospedale a trovarlo mi fece avvicinare al letto e con un filo di voce mi disse: Peppe, non posso più essere utile all’Amministrazione ed al Paese, revoca la mia delega e dalla a chi veramente ami i giovani di Capurso e voglia impegnarsi per loro. Mi strinse la mano e girò la testa dall’altra parte… fu l’ultima volta che parlai con lui! Naturalmente non l’ascoltai, non revocai la delega e Mimmo, com’era giusto, rimase Assessore fino alla sua morte. Credo che dopo questo non ci sia altro da aggiungere sul Mimmo uomo.  A te Mimmo, ovunque tu sia, il mio più affettuoso pensiero.”

Giuseppe Buono

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