CIBARTE, la pittura come hobby. Oggi l’inaugurazione della mostra

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Si inaugura stasera a Capurso, nella Sala “Don Domenico Tanzella” del convento annesso alla Basilica della Madonna del Pozzo, alla presenza delle autorità civiche e religiose, la rassegna di pittura Cibarte, promossa e curata dalla testata giornalistica “Capurso Web TV” diretta emanazione dell’Associazione di Promozione Sociale “Promolab716” e patrocinata dal Comune di Capurso e dai frati del Santuario mariano. Relatore sarà il prof. Enzo Di Gioia, esperto d’arte.

Gino Pastore, autore anche di una Storia di Capurso, espone ventitré copie in scala da lui realizzate di dipinti di grandi maestri della pittura, collegati tra loro dal filo rosso del cibo. Spiccano i nomi di Arcimboldo, Campi, Carracci, Caravaggio, Murillo, Velasquez, Vermeer, Van Scriech, Oudry, Liagno, Longhi, Costa, van Gogh, De Nittis, Paoletti, Zorn ed altri.

Il sottotitolo della rassegna, La pittura come hobby, indica l’attuale passatempo di Pastore che, interrogato sulla sua abilità di copista, dice: “Io dipingo per il piacere di dipingere. Non sta a me giudicare”.

Alla domanda se le copie esposte sono in vendita egli risponde categoricamente: “No. Sono un ricordo affettivo e visivo da lasciare a figli e nipoti”.

La nostra Associazione è ben lieta di poter dar lustro alle opere del Maestro Gino Pastore – commenta Elena De Natale, presidente di Promolab716 – da anni ci occupiamo di promuovere sul territorio le nostre eccellenze e soprattutto la cultura che ci trasmettono”.

Per Francesco Crudele, Sindaco di Capurso, “L’attenzione ai particolari nella realizzazione delle opere e la minuziosa ricerca storica sul tema del “cibo nell’arte” del nostro concittadino e maestro Gino Pastore, in veste di copista, sarà una piacevole sorpresa per tutta la comunità. Con questa mostra l’offerta culturale della nostra comunità nel periodo natalizio si arricchisce ancor più”.

La conferenza di presentazione si svolgerà alle ore 18.00 nella “Sala Mariana” del Santuario, dalla quale si passerà poi nella sala “Don Domenico Tanzella” dove è stata allestita la mostra.

Federica Valentini

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