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Acconto tassa rifiuti 2014 a Capurso. Nuove modalità….suggerite lo scorso anno!

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Il Consiglio Comunale di Capurso, lo scorso 27 maggio 2014, ha adottato la delibera che stabilisce le modalità del pagamento dell’acconto della tassa rifiuti per l’anno 2014. Non si tratta ancora del regolamento e delle nuove tariffe TARI, le cui decisioni saranno prese entro il 31 luglio 2014. In attesa di queste ci saranno 4 rate di cui le prime tre in acconto e la quarta a saldo. Le tre in acconto si verseranno il 31 Agosto 2014,  il 30 Novembre 2014 e il 28 Febbraio 2015. Infine il saldo sarà versato il 31 maggio 2015. Circa l’importo da versare in acconto, è stabilito che ognuna delle tre rate sarà calcolata in misura del 25% delle tariffe del  2013 (le stesse del 2012) maggiorate del tributo provinciale (4%).

In definitiva, l’importo dell’acconto richiesto sarà pari al 75% di quanto pagato lo scorso anno, costituito dalle sole tariffe e tributo provinciale. Nell’importo che sarà indicato nei moduli di pagamento che il Comune invierà al domicilio dei contribuenti, quindi, non dovrebbe essere più calcolata la maggiorazione del 10% del contributo ex ECA. Condivido tale decisione che, anche se con un anno di ritardo,  raccoglie quanto avevo personalmente suggerito lo scorso anno. Anche nel 2013 (precisamente il 30 maggio) fu deciso di pagare l’acconto TARES a rate, da calcolare sempre sulla TARSU 2012. Ma le quattro rate furono una illusione per i cittadini Capursesi, considerato che già con le prime tre fu pagato l’intero importo del 2012. Inoltre, nell’importo chiesto in acconto, il Comune di Capurso calcolò anche la maggiorazione ex ECA del 10 % che era stata soppressa dalla Legge. In più di una occasione sono intervenuto pubblicamente per suggerire di modificare la rateazione al fine di  renderla più favorevole per i cittadini. Mentre in merito alla maggiorazione del 10% ho evidenziato, più volte, che l’operato dell’Amministrazione Comunale Capursese non rispettava la Legge. Tutto ciò, ponendo a confronto anche le delibere di altri Comuni. Nonostante queste mie considerazioni, che andavano a tutela dei cittadini, fossero oggetto di pubblicazione anche su quotidiani di aggiornamento professionale a livello Nazionale, l’Amministrazione Comunale Capursese non ha mai dato seguito a queste indicazioni e si è limitata, con battute goliardiche, a dire che mi sbagliavo. Beh, forse non ero io a sbagliarmi visto che quest’anno la delibera tiene conto esattamente di quello che dicevo un anno fa. Resta ancora aperta la questione della maggiorazione ex ECA del 10% riscossa dal Comune nel 2013. Voglio precisare, la mia obiezione sull’argomento non voleva essere una istigazione a non pagare i tributi, ma semplicemente un invito al Comune a non richiedere il pagamento di ciò che la Legge aveva abrogato. A tale proposito segnalo l’interrogazione presentata pochi giorni fa al Comune di Valenzano, da alcuni consiglieri comunali, con la quale si chiede la  restituzione della maggiorazione pagata dai loro cittadini, pena l’instaurazione di un contenzioso giuridico. Infine, credo che entro luglio 2014 capiremo realmente perché nel 2013 non è stata applicata la TARES. Anche se gli Amministratori hanno giustificato l’applicazione della vecchia TARSU sostenendo così di non aumentare la tassazione, in realtà hanno solo utilizzato una opportunità concessa, in extremis, da una Legge dello Stato a quei Comuni non ancora in grado di passare alla TARES. Come ho sempre sostenuto, rispetto al costo del servizio di circa 2 milioni di euro i cittadini Capursesi, con la TARES, non avrebbe subìto alcun vertiginoso aumento, ma addirittura in tanti avrebbero beneficiato di risparmi generati da una diversa ripartizione della tassa, applicata secondo il principio del “chi più inquina più paga”. Anche in questo caso, con goliardiche battute, l’Amministrazione Comunale ha replicato dicendo che mi sbagliavo, senza però fornire risposte concrete alle mie obiezioni. Forse il problema degli aumenti riguardava il maggior costo del servizio che il Comune avrebbe dovuto sostenere rispetto ai circa 2 milioni di euro. Si apprende dal dibattito dell’ultimo Consiglio Comunale che, sin dal giugno 2012, c’è stata la risoluzione consensuale del contratto con la stessa azienda che a tutt’oggi continua a curare il servizio, sulla base, però, di “ordinanze contingibili”. Ma tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’importo delle imposte da pagare. Piuttosto riguarda le modalità gestionali degli Amministratori, di cui le imposte sono la diretta conseguenza.

Fonte: Giovanni Puggione – Commercialista

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