Vincenzo De Sario, da Capurso alle più grandi città del mondo

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Vincenzo De Sario, capursese, nasce a Bari nel 1965, meglio conosciuto con il nome d’arte di “Mahashaya” il cui significato è gentiluomo, appellativo che gli è stato dato  da un suo grande maestro di fama mondiale, di origini indiane. La sua passione per l’arte nasce sin da subito.  Infatti all’età di otto anni partecipa alla sua prima mostra pittorica-collettiva, dimostrando il suo forte desiderio a disegnare e dipingere, con particolare interesse per la pittura che va dal ‘400 al ‘600. Successivamente studia e sperimenta gli antichi procedimenti tecnici dei grandi pittori della natura morta e del ritratto, quali Giorgione, Caravaggio e Rembrant, solo per citarne alcuni.

In seguito diventa allievo di Domenico Sorrenti, altro capursese residente all’estero. Attraverso una mostra personale, organizzata per Vincenzo De Sario dai “Lions”, riceve un articolo dal noto critico d’arte Michele Campione, seguito da una pubblicazione delle sue opere sulla rivista “Arte”. L’artista, grazie ai suoi riconoscimenti, viene invitato dai “Lions”  a consegnare  una sua opera a Michael Gorbaciov durante una cena di gala. I suoi studi continuano in bottega dal maestro Stefano Rossi, dal quale impara la tecnica della scultura, del mosaico e del restauro. Dal 1985 ad oggi, dopo aver frequentato la scuola di moda in Bari, esercita la professione di stilista di moda in diverse parti del mondo, collaborando con aziende di fama nazionale ed internazionale. Dal 1991, contemporaneamente alla sua attività professionale nel mondo della moda, decide di esercitare la professione di artista pittore, distinguendosi nel panorama artistico nazionale, seguendo inizialmente la corrente stilistica della “Pop Art” subisce in seguito l’influenza dell’arte concettuale. Le sue opere d’arte, tutt’ora, sono presenti in collezioni pubbliche e private. I suoi lavori sono realizzati prevalentemente in tecnica mista con l’utilizzo degli acrilici e olio, mischiandoli a materiali differenti e da riciclaggio. Attraverso le proprie opere il suo intento principale è quello di trasmettere gentilezze, concetti d’amore e di positività, al fine di donare pace e serenità all’osservatore. I numeri e le figure simboliche che egli utilizza sono legati all’energia universale, che si manifesta in maniera assoluta nel “qui ed ora”. Quello che non può mancare nelle sue opere sono, il gioco di colori, in quanto cura lo spirito con la loro luce, in particolare con il rosso predominante, l’argento e l’oro simboli di energia del divino e le figure geometriche legate al suo amore per l’architettura. Nell’ultimo periodo, Vincenzo De Sario, sta lavorando a un progetto che lo porterà ad esporre le sue opere in una celebre galleria d’arte di New York  <<per me questo è uno dei più grandi obiettivi della mia vita. Nella capitale, gli addetti ai lavori, sono rimasti particolarmente colpiti dalle mie opere, che hanno riscosso notevoli successi da parte dei critici>>.

Michele Rizzo

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