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Nemo propheta in patria. “Nessun profeta è bene accetto in patria”

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Riceviamo e pubblichiamo una mail giunta in redazione da parte del Dott. Giovanni Puggione relativa alla nuova imposta dei rifiuti, la TARES.

Al Comune di Capurso, in attesa di predisporre il regolamento per la TARES, la nuova tassa rifiuti, lo scorso 30 maggio il Consiglio Comunale ha approvato una delibera che dispone una rateazione in 4 rate, con scadenza 1° luglio, 31 agosto, 31 ottobre e 31 dicembre 2013, di quanto sarà dovuto dai cittadini per l’anno 2013. Con le prime 3 rate sarà incassato, come acconto, un importo pari a quello della TARSU pagata nel 2012. L’ultima rata, la quarta, sarà determinata a conguaglio come differenza tra il nuovo importo TARES e gli acconti già versati. La delibera così fatta determina una richiesta di pagamento ai cittadini non prevista dalla Legge. Chiariamo meglio la problematica. Dal 1 gennaio 2013 la TARSU, insieme a tutte le sue addizionali, è stata abolita per lasciare spazio al nuovo tributo, ma tra problemi di vario tipo i Comuni non sono stati nelle condizioni di poter predisporre tempestivamente i nuovi regolamenti impositivi. Il Governo dei tecnici, quindi, al fine di evitare un blocco generalizzato dei servizi di raccolta, ha operato una serie di rinvii fino a consentire ai Comuni, nell’attesa dell’approvazione dei rispettivi nuovi regolamenti, di chiedere ai cittadini acconti basati sulla TARSU pagata nel 2012, secondo la rateazione ritenuta più congrua. Nella determinazione degli acconti, però, i Comuni avrebbero dovuto tener conto delle sole tariffe TARSU valide nel 2012 e non della TARSU pagata. Dov’è la differenza ? Mentre la tariffa 2012 si basa su un importo unitario per mq, a Capurso solo per l’abitativo è pari a 1,8 euro,  la TARSU pagata, oltre a considerare questa tariffa, considera anche altre maggiorazioni come quella per il finanziamento dei bilanci degli enti di beneficenza ed assistenza di memoria fascista, il cosiddetto contributo ex ECA. L’importo a mq sale così a 2,05 euro (il 14% in più).  Bene, sia la Legge istitutiva della TARES che la Circolare del Dipartimento delle Finanze, hanno detto che ciò non può essere consentito e quei Comuni che scelgono di riscuotere acconti sulla nuova TARES, basati sugli stessi importi della TARSU 2012,  devono sottrarre da questa il contributo ex ECA. Esaminando le diverse delibere approvate di vari Comuni, si legge che tutte prevedono il pagamento dell’acconto basato sulle sole tariffe TARSU vigenti nel 2012. A Capurso, invece, le cose non stanno così. Infatti la delibera non fa riferimento alle tariffe bensì alla TARSU pagata nel 2012 e la proposta di emendamento, presentata dal gruppo di minoranza e che andava nel senso di determinare l’acconto sulla base delle sole tariffe, è stata bocciata. In buona sostanza i capursesi pagheranno acconti maggiori non richiesti dalla legge. Nonostante ciò sia stato fatto notare ai nostri amministratori, la risposta è stata : ormai è stato deciso così….. ….con la TARES i cittadini pagheranno di più rispetto al passato……. quanto versato in acconto  farà versare meno in sede di conguaglio a dicembre. Tali affermazioni non sono assolutamente condivisibili per diverse ragioni. Innanzitutto sul piano della legittimità. La delibera non rispetta la legge e la circolare ministeriale che impartisce alle singole amministrazioni le istruzioni da seguire. In questo modo si realizza una grave violazione del diritto e del principio di collaborazione e della buona fede nei rapporti tra cittadino ed amministrazione locale. Passando alla sostanza, invece, come è possibile affermare che i cittadini dovranno pagare di più se il Comune non ha predisposto il Regolamento TARES ? Inoltre osservo che a Capurso il costo sostenuto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, affidato in appalto, è già integralmente coperto dalla tassa richiesta ai cittadini. Pertanto, se il costo dell’attuale servizio non aumenterà, i cittadini non dovrebbero subire alcun aumento rispetto all’anno 2012. Ma allora se il costo non aumenterà o se ne registrerà uno minimo, la quarta rata sarà inutile o servirà a poco perché di fatto con le prime tre rate sarà già stato pagato tutto o quasi. In questo modo la quarta rata è solo di facciata e non di sostanza. In pratica servirebbe solo per pagare la maggiorazione di 0,30 euro a mq ma che dovrà essere versata allo Stato e non al Comune. Forse, per venire incontro anche alle esigenze dei cittadini, sarebbe stata più vantaggiosa una rateazione della TARSU 2012 fatta su 4 rate e non su tre. Ma la vera stranezza è la seguente. Nel momento in cui a livello legislativo centrale è in corso il dibattito in merito ad una ridefinizione della imposizione sulla casa che prenda in considerazione anche la TARES, come è possibile chiedere ai cittadini somme che la legge non richiede ? Sembra di vedere un film già visto, quello dell’Imu dove il Comune, protagonista esclusivo, ha solo aumentato l’aliquota, senza nessuna agevolazione, giustificando la cosa per i forti tagli che erano stati imposti dal governo centrale. Invece abbiamo ufficialmente scoperto, grazie al bilancio consuntivo, che l’aumento ha generato un maggior gettito di oltre 90 mila euro sul’Imu mentre non si è verificato lo sbandierato taglio di risorse per 1,5 milioni di euro, avendone anzi incassati 300 mila in più. Qualcuno, per mascherare l’errore, ha affermato che non era possibile prevedere questi risultati. Strano che l’Amministrazione Comunale abbia dovuto attendere il bilancio consuntivo per farlo. Infatti, proprio sui minori tagli dei 300 mila euro, in più occasioni ho fatto notare che le cose non erano quelle che venivano dette ai cittadini  e la realtà portava a realizzare proprio quell’ammontare di maggiori risorse. Eppure le mie analisi si basavano su dati ufficiali del Ministero dell’Interno ben note anche ai nostri amministratori. Avevo suggerito anche di inserire l’addizionale comunale IRPEF come alternativa all’aumento dell’IMU che, con una consistente fascia di esonero, avrebbe garantito la realizzazione di una imposizione fiscale locale a carico dei cittadini molto più equilibrata rispetto a quanto fatto con l’IMU realizzando entrate di tutto rispetto. Ma, come succede al nemo propheta in patria, cioè a chi viene più ascoltato a casa di estranei che in quella della sua famiglia,  anche quest’ultima proposta è stata rifiutata per convinzioni errate, insieme a prese di posizione dal carattere esclusivamente personale. Tra l’altro è stato proprio il bilancio consuntivo a confermare l’inopportunità del livello di aumento IMU applicato, vista l’entità dell’avanzo registrata che ammonta a circa 950 mila euro. Infatti, anche se fosse stata lasciata inalterata l’aliquota base IMU, ciò avrebbe consentito al comune di chiudere comunque con un consistente avanzo superiore ai 400 mila euro. A quanto pare anche per la TARES la valutazione seguita dagli Amministratori è stata quella di mettere in secondo piano le esigenze dei cittadini, pensando solo alle casse comunali già abbondantemente piene di risorse.

Giovanni Puggione – Dottore Commercialista

La Redazione

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