I dati degli incassi IMU a Capurso

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Riceviamo e pubblichiamo una mail giunta in redazione da parte del Dott. Giovanni Puggione relativa ai dati sugli incassi IMU a Capurso.

Qualche giorno prima delle elezioni politiche, il Ministero dell’Economia ha diffuso i dati, andati oltre le attese, relativi al gettito IMU 2012 :  23,7 miliardi di euro contro una previsione di 21,4. Il 25 febbraio, ad urne ormai chiuse, prima l’Anci Puglia e poi il Dipartimento delle Finanze, hanno fornito i dati degli incassi giunti fino al 5 febbraio 2013, distinti per ciascun comune, suddividendoli tra  ammontare per le abitazioni principali e quello per gli altri immobili. A Capurso si sorride perché il dato complessivo, tra abitazione principale e quota comunale per gli altri immobili, va oltre le previsioni di circa 90 mila euro. Tutto bene quindi ? Nessun problema per i conti comunali ? Guardando in maniera superficiale il dato sembrerebbe di si. Ma una approfondita analisi porta a qualche sorpresa. Il Governo dei bocconiani ha congegnato l’applicazione dell’IMU sperimentale in maniera tale da ridurre i trasferimenti di risorse statali ai Comuni con la diminuzione del FSR.  Riduzioni giustificate perché, attraverso la stima del gettito dell’IMU, predisposta con l’ausilio del Ministero dell’Economia e dell’Interno, calcolata con le aliquote base, i Comuni avrebbero incassato più risorse. Era abbastanza scontato che il ritorno alla imposizione dell’abitazione principale avrebbe determinato un maggiore introito IMU. L’altro maggior introito sarebbe stato costituito dal mix di una più alta base imponibile e dell’aliquota applicata sugli altri immobili diversi dall’abitazione principale. A Capurso, oltre all’ incasso sull’abitazione principale di 770.347 euro, si registra quello di 3.634.170 euro per gli altri immobili. Disaggregando questo dato si rileva che la quota di spettanza del comune é di 2.099.742 euro, mentre quella dello Stato, determinata con l’aliquota base del 3,8 per mille,  é di 1.534.427. Faccio notare che con l’aumento dell’1,4 per mille deliberato dall’Amministrazione comunale sono stati realizzati maggiori incassi per 565.315 euro. Ma veniamo alla sorpresa. Intanto, il gettito dell’IMU sull’abitazione principale sembrerebbe aver registrato un aumento. Infatti il dato del Ministero dell’Interno relativo al rimborso Ici fatto dallo Stato nel 2010 riporta circa 606 mila euro, mentre nel bilancio del Comune é riportato l’importo di 771 mila euro. Focalizziamo ora l’attenzione sugli altri immobili. Prendendo in esame l’accertamento definitivo ICI del 2010, pari a 1.621.160,57 euro, l’incasso IMU ad aliquota base stimato dal Governo avrebbe dovuto generare un dato superiore. Così non é stato ! Il dato é addirittura inferiore ! Proviamo a capire le cause di questo dato, inferiore alle attese. A caldo si potrebbe pensare che la causa sia da ricercare nell’evasione: a vario titolo qualche cittadino non ha adempiuto ai pagamenti. Diversamente si può osservare, in maniera molto semplicistica, che l’aliquota base del 3,8 per mille é inferiore a quella dell’Ici pari al 5,8. Le cose non stanno così, anzi per effetto dell’aumento delle basi imponibili, determinate con il coefficiente 160 invece che 100, l’aliquota corrispondente al precedente dato ICI é del 6,08 per mille, maggiore dello 0,28 per mille. Anche i terreni non agricoli realizzano una aliquota corrispondente a quella ICI pari al 6,80 per mille. Discorso diverso é quello che riguarda le aree edificabili. Infatti qui non c’é stata nessuna variazione automatica delle basi imponibili. C’é stata invece una riduzione notevole dell’aliquota che dal 5,8 é scesa al 3,8 per mille. Basta quest’ultimo dato a chiarire le cose ? No, la cosa non é così diretta. Infatti, affinché possa essere giustificata la riduzione di gettito con questo dato, la base imponibile complessiva a livello comunale dovrebbe essere costituita per oltre il 15 % dal valore delle aree edificabili. Beh’, io questo dato non lo conosco e confido nel fatto che l’Amministrazione Comunale, invece, lo abbia, e possa effettuare una giusta analisi cui far corrispondere gli opportuni provvedimenti. Si, perché se l’ammontare della base imponibile delle aree fabbricabili é inferiore al 15 %, allora la causa é da ricercare nell’evasione che il comune ha l’obbligo di stanare con estrema urgenza, nel rispetto di coloro che hanno, con puntualità, adempiuto ai propri obblighi. Se invece incide più della percentuale suddetta allora il problema potrebbe risiedere nelle stime errate del governo. Ed allora sarebbe opportuno che, così come hanno fatto diversi altri comuni, la nostra amministrazione si adoperi per promuovere un ricorso amministrativo contro il MEF. Entrambe le situazioni devono determinare una azione dell’Amministrazione senza indugi, che prescinda dai 563 mila euro incassati grazie all’aumento dell’aliquota del 1,4 per mille. Questo perché non si possono utilizzare ed accettare stime errate per giustificare delibere comunali per un maggior carico impositivo sui cittadini. Come pure è necessario avviare una azione di accertamento che, senza costi aggiuntivi per la collettività, individui chi non ha versato. A tale proposito vorrei evidenziare che l’aumento IMU così come deliberato ha determinato una ingiusta differenziazione del carico impositivo tra possessori di sole abitazioni non principali e terreni non edificabili, e possessori di aree edificabili. Come già detto, mentre i primi hanno subito con l’IMU rispetto all’Ici un aumento della tassazione, i secondi hanno beneficiato di una consistente riduzione. E la delibera comunale non ha attenuato tale situazione. Ciò fà si che debba ripetermi su quello che é sempre stato il mio modo di vedere le cose e che sarebbe sicuramente più equo per i cittadini. Mi riferisco alla possibilità persa di introdurre l’addizionale comunale IRPEF che, con soglia di esenzione fino a 15 mila euro ed una appropriata modulazione, avrebbe potuto portare ad un gettito di oltre 300 mila euro. Non bisognava introdurre un’altra imposta ma semplicemente attenuare l’aumento IMU o sostituirlo con una imposizione che avrebbe garantito la capacità contributiva dei contribuenti, potendo esonerare quelli a basso reddito. Per rispondere a chi nell’Amministrazione Comunale critica immotivatamente l’introduzione dell’addizionale comunale irpef e continua ad affermare  che aggiungendola  si sarebbe aumentata la tassazione, faccio notare che non é il numero delle diverse tipologie di imposte che causa una maggiore tassazione, ma sono le modalità che regolano il funzionamento anche di una singola imposta che possono portare a ciò. La mia soluzione avrebbe portato ad incassare i 563 mila euro, anziché in maniera lineare solo con l’IMU, con un sistema modulato di diverse imposte a garanzia dei soggetti con minore reddito. E forse, in questo modo, ci sarebbe stata anche meno evasione. Premesso che chi non paga non va mai giustificato, è necessario analizzare le motivazioni che inducono a un simile comportamento per cercare di correggerlo.

Giovanni Puggione – Dottore Commercialista

La Redazioone

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