Lucia Ingravalle, premio Marchello nel Judo

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Un prestigioso premio per un’atleta capursese arriva anche nel Judo. Lucia Ingravalle, 8 anni di Capurso, il prossimo 25 Aprile 2019 presso il Palafiom di Taranto ritirerà il Premio Marchello dalla Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) e dal Coni, in quanto campionessa regionale di judo nella categoria U10 – 24kg. Lucia, cintura marrone di judo, si allena presso l’A.S.D. Judo Italia Team Tricarico a Triggiano, e venuti a conoscenza del conseguimento di questo importante titolo nell’ambito del judo, abbiamo pensato di contattarla per porgerle qualche domanda.

Ciao Lucia, e grazie per la disponibilità concessaci. Come e quando nasce la passione per questo bellissimo sport?

La passione per lo judo è stata immediata fin da quando, a soli 4 anni, sono salita per la prima volta sul tatami. Uno sport unico che, oltre a formarmi dal punto di vista educativo (umilta’, rispetto, determinazione…) mi ha regalato tante emozioni.

Sport, sacrificio e studio, è difficile conciliarli quando si pratica sport a livelli agonistici?

Frequento il terzo anno alla Scuola Primaria S.G. Bosco a Capurso e lo studio è sempre al primo posto nella scala dei miei valori. Gli allenamenti, diventati con il tempo costanti ed impegnativi, hanno sicuramente richiesto dei sacrifici. Mi piace ricordare attraverso le pagine del mio diario la mia esperienza. “Mi sveglio alle 2 (stanotte si parte, sette ore di viaggio), mi alleno mentre gli altri escono a divertirsi, studio mentre gli altri dormono, mangio sano, devo ruotare polsi e caviglie, porto con me il mio solito cuscino chissà, in viaggio, recupero un po’ di sonno. Adoro gli autogrill, meno i loro bagni. Il Maestro è la mia famiglia e la mia famiglia mi sostiene sempre. Sono pronta, il peso è ok. Judogi è candido e profuma di casa, aspetto di sentire il mio nome. Salgo sul tatami: grinta, coraggio, adrenalina. Tiro, tiro più forte. Sudo tanto, ma la tengo a terra e non la faccio sfuggire, forte forte.
Sono seconda al campionato nazionale, guardo il Maestro che mi sorride soddisfatto (non è arrabbiato). Mi parla con gli occhi in un linguaggio che è solo mio e suo. Mi vuole dire che sono stata brava e che gli ho fatto provare un’emozione. Lui sente la soddisfazione che sento io. La medaglia è d’argento, luccica. Mamma e papà sono lì che mi amano sempre e comunque. Ora devo proprio dormire. Come dorme un atleta sfinita. Ho preso l’argento a Roma”.

A chi vorresti dedicare questo premio?

Dedico questo premio ai miei Maestri e Tecnici dell’A.S.D. Judo Italia Triggiano Team Tricarico, alla mia famiglia, al mio fratellino, anche lui judoka, alle maestre ed ai compagni.

Federica Valentini

© Riproduzione riservata

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